I giornali del futuro…o il futuro della comunicazione?

By 25 settembre 2015 Notizie No Comments

Sono una delle ormai pochissime persone che non hanno un profilo Facebook. Non tanto per questioni anagrafiche, quanto per un’innata ritrosia a mostrare al mondo ogni momento e dettaglio della mia vita e a farmi trovare da chi non voglio che mi trovi. Per ragioni di lavoro e per il mio passato di giornalista, seguo però con grande attenzione l’evoluzione dei Media, social e non. E oggi sono incappata in una notizia che mi ha folgorato, come una rivelazione su uno scenario di colpo non più futuribile. Lo storico Washington Post ha annunciato di aver aderito al nuovo servizio Instant Articles di Facebook. Di cosa si tratta? In pratica, il giornale spedisce tutti i propri articoli al social network, che li formatta come instant article, appunto, ovvero come pezzi che richiedono pochi secondi di lettura e possono essere commentati e condivisi (per ora solo da un’app iOS) nello stile amato dai Millennials. Tutti, ma proprio tutti, i contenuti del quotidiano (inclusi video e gallery) saranno formattati per FB. Potete vedere un esempio qui.

La decisione del Post è motivata dal fatto che, negli ultimi anni, la readership del giornale via dispositivi mobili da parte dei Millennials (il target di giovani nati tra gli Anni ‘80 e ‘00, al centro del mirino di ogni azienda fornitrice di prodotti di largo consumo) ha registrato un’impennata e, crediamo noi, l’advertising sulla versione online “tradizionale” del quotidiano non ha dato i ritorni sperati. Situazione comune, direi, a tutti i giornali nostrani. Resta da vedere se l’adv degli instant newspapers su Facebook darà maggior ritorno, ma almeno è un tentativo finalmente realistico e non protezionistico di affrontare una situzione che non si può evitare.

Questa notizia arriva lo stesso giorno in cui Yahoo! e Nielsen hanno rilasciato i dati del nuovo studio sul rapporto dei Millennials con il digitale. Dall’indagine emerge che il 74% del campione trascorre ogni mese almeno 66 ore online, preferibilmente su smartphone. Il 70% di questa vita digitale viene speso tra social, instant chat, app, video e giochi. I circa 11,2 milioni di italiani cresciuti a merendine confezionate e Internet usano il cellulare per telefonare solo per un esiguo 13% del tempo di fruizione complessivo. E tutti, ma proprio tutti, dichiarano che Internet è uno strumento fondamentale per la ricerca di informazioni che orientano le loro decisioni di acquisto. Innovazione e comunicazione sono le parole chiave emerse dall’indagine come fondamentali per raggiungere e coinvolgere la generazione M: il 79% dichiara infatti che i brand dovrebbero innovare costantemente la loro proposta e il 49% concorda che la pubblicità è determinante per l’awareness del brand/prodotto.

Essendo quotidianamente in contatto con una schiera di nipoti Millennials, non posso che confermare sia le evidenze dello studio Nielsen sia la modalità di fruizione delle informazioni individuata con grande lungimiranza da Facebook e dal Washington Post. Cui però aggiungerei la constatazione che, alle passioni e agli interessi profondi, questi giovani sono al contrario capaci di dedicare tempo e approfondimenti. Il che mi fa pensare a un’informazione del futuro divisa equamente tra “instant” e “vertical”, tra news da fruire, chattare, condividere in pochi secondi e giornali specializzati da tenere ancora in mano e portare con se per giorni. Ma potrebbe anche essere il mio antico e mai spento amore per la carta a farmi credere in questo scenario.

Quello di cui invece sono certa è che non solo i Millennials sono profondamente “instant”, ma pure noi della X Generation non è che di tempo ne abbiamo più molto e pure noi tendiamo a essere sempre più “instant”. Il che mi porta a una riflessione che impatta profondamente il nostro lavoro di comunicatori. Se il nostro target di consumatori e utenti è sempre più instant, se perfino i giornali lo stanno diventando, credo sia davvero ora di adeguarsi e di iniziare a confezionare le notizie aziendali in una nuova ottica, seppellendo senza rimpianti e senza lacrime il vecchio comunicato stampa in una bella capsula del tempo a futura memoria.